Lunedì, 21 Gennaio 2019

 

Ogni tanto si sente parlare di Europa dei popoli. Senza entrare nello specifico, i cittadini europei già sperimentano con familiarità il vivere e muoversi senza barriere ideologiche nel Vecchio Continente. Nella prospettiva dell’incontro, della conoscenza reciproca

di Fabio Murgia

Ogni tanto si sente parlare di Europa dei popoli. Senza entrare nello specifico, i cittadini europei già sperimentano con familiarità il vivere e muoversi senza barriere ideologiche nel Vecchio Continente. Nella prospettiva dell’incontro, della conoscenza reciproca dei patrimoni culturali, storici e sociali, va vista l’esperienza vissuta dal 26 al 28 gennaio da una ventina di laconesi a Pernik, in Bulgaria.
Il gruppo Sa Mascara Lacunesa - Corongiaiu ha partecipato al 27° Festival Internazionale dei
giochi in maschere tradizionali Surva. A Pernik, distante 30 km dalla capitale Sofia, ha luogo dal
1966 quello che nei decenni si è affermato come il più grande carnevale bulgaro e dell’area
balcanica del Sud-Est. I numeri del 2018 lo confermano: la Municipalità locale ha stimato
l’affluenza di pubblico in oltre trecento mila persone nei tre giorni, oltre alla presenza di 7500
figuranti. A rappresentare la Sardegna e l’Italia erano presenti, oltre ai laconesi, i Boes e Merdules di
Ottana, i rappresentanti della città di Sardara gemellata dal 2017 con la città bulgara grazie
all’associazione Sardica di Sofia. I laconesi, come sottolineato dal responsabile Fausto Marongiu,
sono stati colpiti: "… prima di tutto dalla grandezza della manifestazione con la presenza di tante,
differenti maschere della tradizione bulgara. In secondo luogo è impressionante la somiglianza tra
maschere sarde e bulgare. Osservandole attentamente sono molti i punti in comune: per le pelli
animali, campanacci e copricapo. Terzo aspetto, ma non ultimo, è stata l’amicizia e sintonia
instauratasi con le autorità e abitanti di Pernik". I laconesi hanno sfilato il 27 mattina, mentre nel
pomeriggio ha avuto luogo la presentazione ufficiale alla sindaca di Pernik e lo scambio di doni. Il
gruppo laconese ha offerto, tra i vari doni, una maschera del riso sardonico sul tipo di quella
ritrovata negli scavi archeologici di Pula. Tra i libri su Laconi è stato donato uno scritto del poeta
Franciscu Lai: Fra Ignaziu de Laconi: poema in ottavas logudoresas prezedidu de unu cantigu
subra sa poesia.
In un periodo storico in cui hanno ampio consenso chiusure e barriere socio-politiche, le iniziative
come quella bulgara vanno incoraggiate per favorire incontro e conoscenza tra diverse culture e
tradizioni.
Cicerone nel trattato sulla retorica De oratore scrive: “Historia magistra vitae”(La storia è
maestra di vita). L’Europa, e pure l’Italia, paiono a volte dimenticare, metter da parte e nascondere
la propria storia. Nella storia di ogni popolo risiede il patrimonio in cui sono ben delineate la
propria identità e le radici culturali. Solo con la conoscenza e accettazione del proprio patrimonio
storico, culturale e umano, anche nei suoi limiti, una nazione incontra e dialoga con differenti culture.

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