Martedì, 19 Giugno 2018

 

Autunno in Barbagia, il circuito giunto alla sua 17° edizione sabato 18 e domenica 19 novembre ha fatto tappa ad Atzara...

Di Cinzia Littera

Autunno in Barbagia, il circuito giunto alla sua 17° edizione sabato 18 e domenica 19 novembre ha fatto tappa nel cuore dell’isola: Atzara. Arte, tradizioni e la cultura millenaria di un antico nobile: il vino, segnano un forte e solido legame tra passato e presente di questo paese, inserito tra i borghi più belli d’Italia. Almeno tre i motivi per visitare Atzara, il primo è l’antico tessuto urbano di origine catalano-aragonese che ancora caratterizza i rioni del centro storico. Il secondo, legato al primo, è l’uso dei conci in granito e trachite che accomuna le architetture non solo delle abitazioni del centro, ma anche delle chiese e delle strutture megalitiche come il nuraghe Abbagadda. Questi materiali esaltano la bellezza di finestre e balconi, come si nota passeggiando per i rioni di Su Fruscu e Montiga ‘e Josso, i più antichi. Il terzo motivo è l’aura artistica che, in un intreccio di pittura, arte tessile e arte vitivinicola, accende l’interesse su Atzara.

Atzara, centro del Mandrolisai, terra antica di vigneti adagiati nelle dolci colline di un territorio in cui la luce, è fonte preziosa di vita legata al ciclo delle stagioni agricole e a quelle dell’animo. Una luce straordinaria, quasi magica, che tanto ha ispirato e ancora oggi muove l’estro di pittori senza tempo.

atzara4Il carattere del popolo atzarese, è legato ad’una generosità che si concretizza in una calorosa e sincera ospitalità, fatta di gesti semplici e cordiali, nell’intento di rafforzare l’identità dell’isola durante un periodo non convenzionale sotto il profilo turistico come l’autunno. La manifestazione ha preso il via sabato 18, con il laboratorio di analisi sensoriale dei vini con gli studenti dell’Istituto Agrario e Liceo Scientifico di Sorgono al Museo Ortiz e, nel pomeriggio, con il convegno sul Registro Nazionale dei paesaggi rurali storici:un percorso comune per il riconoscimento dei vigneti del Mandrolisai. Suggestiva la Corte de Su Ighinau antigu attraverso la rievocazione de su Pinnettu, antica dimora del pastore, la cui tecnica costruttiva deriva direttamente dalla cultura nuragica. Nel contesto abitativo di “Casa Demurtas” risalente ai primi anni del secolo scorso, i visitatori hanno potuto ammirare l’antica dimora del Cavalier Bartolomeo Demurtas, podestà e sindaco di Atzara per tre lustri a cavallo tra la fine del 1800 e il primo decennio del 1900.

Il percorso espositivo dell’evento atzarese trova un unicum, nel museo d’arte contemporanea con “Costumbristi e maestri del ‘900 in Sardegna” e Antonio Amore. Antologica. Una vera e propria festa d’autunno si è tenuta al museo del vino, con l’apertura della prima botte, la degustazione del vino d’annata per far rivivere il tradizionale assaggio dei vini novelli a cura del coro polifonico maschile di Atzara. In entrambe le giornate di sabato 18 e domenica 19, lungo tutto il percorso dei vicoli del centro storico, i numerosissimi visitatori provenienti da tutta l’isola, hanno ammirato mostre di preziosi manufatti, ricami, dolci e pani tipici atzaresi. La visita dei 28 paesi, che aprono le loro Cortes nei fine settimana da settembre a dicembre di ogni anno, permette ai turisti di immergersi nel cuore della Sardegna più antica e riscoprirne profumi, sapori, tradizioni, artigianato e arte che vengono custoditi gelosamente da secoli dalle comunità barbaricine, che richiamano ogni anno migliaia di visitatori. Consigliabile a quanti passano su questa terra da viaggiatori, non da turisti.

 

 

 

 

 

 

 

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