Lunedì, 19 Novembre 2018

 

Vacanze. È arrivato per molti il tempo di riposare. Ma cosa significa riposare per un cristiano? Secondo Osvaldo Rinaldi, il senso cristiano del riposo sorpassa il significato di assenza di lavoro o del rilassamento fisico e mentale...

di ✞ Ignazio Sanna

L’associazione “Vivere con lentezza” (www.vivereconlentezza.it) promuove uno stile di vita in contrapposizione con i ritmi frenetici della nostra agenda quotidiana. Tra i diversi suggerimenti che essa propone ci sono quelli ispirati dal buon senso come i seguenti: “se fate la fila in un supermercato, davanti a uno sportello di banca, in un locale pubblico, non cedete alla tentazione della rabbiosa insofferenza, e approfittatene piuttosto per fare una nuova conoscenza, o ascoltare una storia. Non inzeppate l’agenda di impegni, così come non provate a fare sempre più cose contemporaneamente. E non dite mai: non ho tempo. Anche perché non è vero, e la lentezza è molto più di una possibilità come ci ricorda il funzionamento del nostro cervello”.

Ora, dalle indicazioni del buon senso per vivere con lentezza si può passare alle indicazioni del Vangelo per vivere cristianamente il tempo del riposo. Secondo Osvaldo Rinaldi di Zenit, “il senso cristiano del riposo sorpassa il significato di assenza di lavoro o del rilassamento fisico e mentale. Il vero riposo è quello che abbraccia l’anima e il corpo nella relazione con Dio, nel servizio al prossimo e nella speranza della realizzazione delle promesse di Dio che vuole donare una pace che supera i travagli di questa vita. Per questo il riposo cristiano trova il suo compimento nella vita eterna, dove nutriamo la speranza di essere invitati al banchetto celeste per essere serviti (Lc 12, 37) e vivere il riposo di stare per sempre con Dio ed intercedere a favore di coloro che sono pellegrini sulla terra”.

Nel Vangelo, i momenti di riposo per Gesù erano quelli della preghiera, nei quali trovava il ristoro dell’anima nell’ascolto e nel dialogo con il Padre. Il tempo che Lui dedicava alla preghiera costituiva un attingere la forza spirituale per essere sempre pronto al servizio del prossimo e poter così adempiere la sua missione affidatagli dal Padre. Sull’esempio di Gesù, per il Rinaldi, il riposo cristiano comporta: “avere momenti di intimità con il Signore, offrire il servizio della carità al prossimo, vivere la speranza come compimento della promessa di Dio”. Lo scrittore precisa che “l’intimità con il Padre è opera dello Spirito Santo che vuole condurre la nostra anima dall’arsura del deserto del mondo all’oasi di pace dell’orazione a Dio, perché vuole dissetare le nostre inquietudini con la brezza della sua ispirazione e della sua consolazione. Come il corpo cerca refrigerio durante questa calura estiva, così l’anima arde trovare una brezza di consiglio divino per essere guidata nelle proprie decisioni e confermata nelle proprie intenzioni”.

“La relazione con Dio, scrive il Rinaldi, porta ad aprirsi verso il prossimo. Quante volte durante l’anno non si è avuto un tempo adeguato per parlare tra moglie e marito, per raccontarsi i propri stati d’animo; quante volte non è stato possibile condividere le preoccupazioni su alcuni comportamenti dei figli, quante volte si è tralasciato di comunicare quelle vicende che hanno lasciato una ferita nelle relazioni familiari; quante volte si è persa l’occasione di ascoltare silenziosamente i figli senza stare sempre ad esasperarli con tante richieste”.

Infine, secondo Rinaldi, “l’altro senso cristiano del riposo è il servizio della carità. Normalmente si pensa che dedicare le proprie energie, spendersi totalmente per l’altro, produce stanchezze che non ripagano gli sforzi fatti. Chi ha avuto la fede e il coraggio di rimanere vicino ad un familiare malato, essere vicino ad un figlio colpito da grave discapacità motoria o psichica, sopportare con amore le inquietudini di un figlio ribelle, ha sperimentato le parole del Signore Gesù riportate dall’Apostolo Paolo: Vi è più gioia nel dare che nel ricevere (At 20, 35). In un mondo che spende tutta una vita per accumulare sempre più ricchezze, accrescere il potere lavorativo, politico e finanziario, il Vangelo di Gesù ridimensiona queste ambizioni mondane e richiama all’umiltà della carità verso il prossimo”.

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