Lunedì, 30 Gennaio 2023

Ha preso il via, domenica 20 novembre, il 22mo campionato del mondo di calcio, che si sta disputando in Qatar. Le attenzioni mediatiche sono tuttavia rivolte, più che sul piano squisitamente tecnico-tattico, alle vicende che ruotano attorno alla kermesse.


Sono innumerevoli, infatti, le controversie che travolgono la competizione più importante del mondo pallonaro, a partire dall'assegnazione del paese ospitante, fino alle recenti, vibranti, polemiche riguardanti svariati temi extra calcio. Il 2 dicembre 2010, nella sede di Zurigo, la FIFA ha ufficialmente consegnato le chiavi organizzative al Qatar per l'edizione 2022. Il paese mediorientale dopo diverse fasi di scrutinio, ha dapprima messo in fila Corea del Sud, Giappone e Australia e, infine, piegato la concorrenza degli USA, ricevendo l'onore e l'onere di ospitare il mondiale di calcio.

Sin da subito l'esito delle votazioni ha fatto storcere il naso ai più. L'allora presidente USA, Barack Obama, commentò con un laconico e durissimo errore della FIFA rimarcando quanto fosse sbagliata la decisione presa, vista la scarsissima tradizione calcistica dei mediorientali. Nel 2015 venne a galla un vero e proprio scandalo, riguardante la presunta corruzione di diversi alti funzionari della FIFA. Dopo le indagini dell'FBI finirono in manette sette dirigenti su 14 indagati, i quali avrebbero approfittato della propria posizione per intascare milioni di dollari attraverso tangenti e bustarelle, per favorire l'assegnazione delle edizioni Russia 2018 e Qatar 2022.

Il chiacchierato Sepp Blatter, allora presidente FIFA, non fu indagato, ma recentemente ha dichiarato che fu un errore assegnare il mondiale 2022 al paese asiatico. Sono i mondiali più costosi di sempre, la cifra è spaventosa, un investimento da 220 miliardi di dollari (la Russia 2018 ne spese 15). Nei dieci anni che hanno preceduto l'evento, il paese si è preparato a suon di quattrini, con la costruzione e ammodernamento di stadi, campi di allenamento, strade, metropolitana e infrastrutture varie quali alberghi e installazioni turistiche. Gli stadi sono sia gioielli architettonici, sia modelli all'avanguardia per quanto riguarda il tema ambiente, con tecnologia totalmente green, alimentata dall'energia solare, che consente di raffreddare l'aria all'interno degli impianti e mantenerla stabile al di sotto dei 30° esterni.

Alcuni verranno addirittura totalmente smantellati dopo il mondiale o riqualificati come centri commerciali, per evitare che diventino cattedrali nel deserto. Purtroppo non è tutto oro quel che luccica; un'inchiesta del Guardian ha svelato il triste prezzo pagato, oltre ai miliardi, per l'organizzazione del mondiale, riguardante il destino di oltre 6500 lavoratori migranti, morti nei cantieri. Anche il periodo di svolgimento ha fatto discutere, per la prima volta infatti un mondiale non si gioca d'estate, ma in autunno, onde evitare le terribili temperature estive del luogo, che possono arrivare fino a 50° all'ombra.

Questo ha causato un notevole problema per l'organizzazione delle competizioni per club nazionali e internazionali, compresse in tre mesi praticamente no stop, dai primi di agosto ai primi di novembre. La questione legata ai diritti umani è tra le più discusse, le polemiche sui diritti lgbt+ hanno invaso il mondo, a seguito del rumoroso divieto di indossare fasce arcobaleno da parte dei capitani. Il presidente FIFA Gianni Infantino è successivamente intervenuto con uno stucchevole intervento teso a stroncare le polemiche: Oggi mi sento del Qatar. Oggi mi sento arabo, africano, gay, disabile, oggi mi sento un lavoratore migrante.

Calcio e diritti civili, tema spesso caldo soprattutto durante manifestazioni di questa portata. Ha fatto scalpore, in tal senso, la coraggiosa presa di posizione dei calciatori dell’Iran, che, durante l’esecuzione dell’inno nazionale poco prima del match contro l’Inghilterra, non hanno cantato: un segnale forte rivolto al proprio paese, nel quale vige un ferreo regime integralista, un silenzio che fa tanto rumore. Di contraltare lo spettacolo offerto sul campo non consente certamente di soffocare le polemiche, vista la qualità offerta nei match finora disputati: pochi gol e spalti talvolta semivuoti. Latita insomma, qua e là, la solita magia mondiale e il consueto pittoresco contributo dei tifosi, costretti a sottostare a un rigido regolamento fatto di divieti più o meno bizzarri. Quello che si chiedono tutti, a questo punto, è se ne valesse veramente la pena.

Michele Nonnis

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