15 ago 10

Intervista col sindaco di Busachi

Giovanni Orrù, sindaco di Busachi

Busachi. Nelle ultime votazioni amministrative del 30 e 31 maggio scorso, Giovanni Orrù, presentatosi con una lista civica “Continuità nel rinnovamento”, ha superato lo scoglio del quorum ed è subentrato all’uscente Salvatore Crobu nella carica di sindaco. Su 1.385 votanti, ha ricevuto 929 voti, quindi, incassando una percentuale del 67,07%, 55 le schede bianche (5,9%), 38 quelle nulle (4,09%).

Le poniamo la fatidica domanda: quanto è difficile fare il sindaco in provincia di Oristano?

La realtà sociale e le attività economiche presenti, ma soprattutto quelle che mancano, impongono una riflessione seria e attenta su vecchi e nuovi “bisogni”, sulle attese e sulle speranze delle nostre famiglie. Noi faremo in modo che tutti si sentano partecipi, a cominciare dalle forze attive, alle associazioni culturali, ai nostri ultrasessantenni, al volontariato, e ai busachesi emigrati ma che amano il paese. Confidiamo anche nella loro partecipazione, nell’apporto di nuove idee per arricchire il programma con nuovi progetti condivisi. Insieme dobbiamo avviare una forte stagione di rivendicazioni nei confronti delle istituzioni, perché Busachi vuole vivere. Dobbiamo instaurare un nuovo spirito comunitario, che abbatta i muri della diffidenza e superi tutte le barriere generazionali o di altro genere, e con questo nuovo spirito, poi, socializzare e condividere con la gente dei paesi vicini, puntando al rilancio del comune e del territorio, puntando sulla centralità dell’agricoltura, dell’allevamento, dell’ambiente, dell’artigianato, del turismo rurale e dei servizi ai cittadini.

In concreto, quali sono le azioni prioritarie da affrontare?

Le cose che intendiamo affrontare sono molte; in primis, quello di migliorare i servizi a tutti i cittadini, in modo particolare agli ultrasessantenni, ai giovani, ai disabili, agli indigenti e ai disoccupati. Inoltre, intendiamo intervenire per il sostegno e il rilancio delle attività produttive agricole e dell’allevamento, oltre a far incrementare quelle artigianali e i servizi, ma non trascureremo il recupero del patrimonio abitativo con adeguati interventi nel centro storico. Altro problema scottante che affronteremo quanto prime, quello di salvaguardare alcuni gradi di scuola, laddove i numeri e l’accordo con i comuni limitrofi lo consentiranno. Promuoveremo e sosterremo le attività culturali, il recupero e la conservazione delle tradizioni locali e rinforzeremo la formazione, l’aggregazione tra giovani, le attività ludico-ricreative, educative, sportive e del tempo libero. Tenteremo di recuperare, valorizzare e rendere fruibile il nostro patrimonio archeologico. Faremo anche in modo che il nostro paese diventi un modello di sostenibilità, adottando buone prassi di risparmio energetico e uso di fonti rinnovabili come il solare, il fotovoltaico, l’eolico e le biomasse.

Nell’ambito dell’Unione dei Comuni che cosa intendete proporre?

Il miglioramento dell’assetto viario della strada statale n°388, la salvaguardia del territorio e dell’ambiente e chiederemo un confronto con l’E.n.a.s per elaborare un progetto che valorizzi il bacino del Tirso. Per quanto riguarda l’elaborazione di piani strategici, chiederemo anche l’istituzione di una specie di Fabbrica dei progetti, in modo tale che nell’Unione dei Comuni del Barigadu, si creino iniziative, progetti e linee di intervento, in grado di incidere sia a livello culturale, sia a livello produttivo e in modo particolar negli ambiti della salute, dell’educazione alimentare, della formazione permanente, anche per adulti, e dell’innovazione; anche attraverso la promozione di seminari e incontri su singoli argomenti.

Gian Piero Pinna

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