13 gen 12

Fascino e tabù del re cavaliere

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Dopo un attimo di sospensione del gesto, in un silenzio quasi irreale, sollevano la maschera morbidamente e lievemente e l’accostano al cavaliere perché possa inghiottire il suo volto. L’uomo scompare e diventa componidori. Adesso il cavaliere si alza in piedi tra squilli di trombe e rullo di tamburi, ma già il ricordo del suo viso non c’è più, la metamorfosi è compiuta.
Così immagina il momento della vestizione de Su Componidori Franco Cuccu, nel suo libro “Storia di un re cavaliere, misteri e tabù della Sartiglia di Oristano”. Il volume è stato presentato nei giorni scorsi nel palazzo della Provincia. Alla presentazione hanno partecipato, oltre all’autore, Mario Deiana, che ha curato la prefazione, il presidente del Consiglio provinciale, Mauro Solinas, l’urbanista Carlo Pettinau e il pittore regista, insignito del premio Maschera d’argento 2011, Filippo Martinez. Il libro si presenta subito come qualcosa di diverso rispetto ai precedenti volumi sulla giostra oristanese. “A parlare della Sartiglia, infatti, sono i personaggi stessi che vi partecipano” – esordisce Mauro Solinas – “secondo le tecniche della rappresentazione scenica, tipica del teatro”. È un metodo innovativo, quello di Franco Cuccu. Il suo libro è composto da stralci di storia della Sartiglia, fotografie e soprattutto siparietti di fantasia, “brani, cioè, dialogati da cui emergono personaggi fisicamente prorompenti – spiega Mario Deiana – personaggi descritti così bene che li possiamo immaginare nella loro gestualità, nella loro mimica”. Il libro inizia con la descrizione delle varie fasi della giostra: la vestizione, la corsa alla stella, le pariglie e si conclude con una galleria di immagini. Non mancano curiosità, come la data di fondazione del gremio più antico, che non è quello dei contadini o dei falegnami, come tutti pensano, ma quello dei muratori, risalente al 1610. Dalle pagine del libro emerge tutta la passione di Franco Cuccu per la città di Oristano e il suo carnevale, “la Sartiglia non appartiene solo a Oristano, è un gioiello di tutta la Sardegna, è una perla della cultura sarda”,dice Cuccu, un vanto di cui ci si dovrebbe ricordare non solo a carnevale.

Cristian Carboni

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