Sabato 12 marzo al Teatro Garau, Oristano ha festeggiato il 150° anniversario dell’Unità d’Italia. Alla presenza delle autorità, dei rappresentanti delle scuole e di molti cittadini si è celebrata la ricorrenza civile stabilita per il 17 marzo, quando, nel 1861, il Re di Sardegna Vittorio Emanuele II assunse il titolo di Re d’Italia con la legge n.4671 pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale il giorno successivo. I festeggiamenti sono stati organizzati dal Comitato Provinciale per i 150 anni, in collaborazione con il Comune, la Provincia, l’Assessorato Provinciale alla Cultura, la Prefettura e l’ISFOR Oristano, istituto di studio delle arti drammatiche.
Hanno dato il loro contributo musicale i piccoli cantanti del “Coro Polifonico Bellini”, diretti da Cinzia Sechi, e la banda Santa Cecilia di Oristano, che non potrà vantare 150 anni di vita, ma ha comunque superato il secolo di attività. Il contributo artistico è stato fornito invece dagli studenti del Liceo Artistico C. Contini e dalle appassionate letture dell’attore dell’ISFOR Mariano Cirina.
Alla presenza dell’Arcivescovo Mons. Ignazio Sanna, il sindaco Angela Nonnis, nel suo intervento, ha evidenziato come le iniziative di questo tipo servano da incoraggiamento ai ragazzi perché sviluppino una coscienza civile, sottolineando come, per rivivere il cammino della nostra democrazia, non ha senso raccontare i 150 anni in modo retorico o encomiastico. La sfida che si pone oggi per l’Italia unita è quella di riuscire ad aumentare la responsabilità politica delle donne. Inoltre – ha ribadito la Nonnis – noi Sardi dobbiamo essere consapevoli del ruolo che abbiamo avuto nel percorso che ha portato all’unità, salvaguardarlo e farlo conoscere.
Il prefetto Giovanni Russo ha voluto invece ricordare il significato che può avere per i giovani l’Unità d’Italia i quali “devono far tesoro dei principi morali degli eroi del Risorgimento per poter affrontare al meglio le sfide che il presente pone loro”.
La scenografia, curata da Cirina e dai ragazzi del Contini metteva in mostra due pannelli: uno che rappresentava tre dei tanti tricolori che hanno attraversato la storia della Repubblica Italiana, l’altro che proponeva invece l’effige di Giuseppe Garibaldi, nella sua tenuta “d’ordinanza” in camicia rossa e blue jeans. Il profilo storico della manifestazione è stato curato dal professor Aldo Accardo della Società Italiana per lo Studio della Storia che ha analizzato il problema della classe dirigente sarda nel Risorgimento: “La Sardegna divenne sorella delle altre regioni italiane, ma purtroppo qualcuno la considerava una sorellastra. Abbiamo fatto tanti sacrifici per l’unità, la guerra doganale con la Francia che arricchì l’industria del Nord Italia fece ridurre in un anno le esportazioni dei pastori sardi del 90%. La nostra colpa è stata quella di essere stati sempre classe dirigente troppo locale, e mai nazionale”.
Alla conclusione della cerimonia ha rivolto il suo saluto il presidente della provincia Massimiliano De Seneen che ha ricordato come “unificare significa anche esaltare le diversità dei singoli” e ha infine premiato i vincitori del concorso provinciale rivolto alle scuole superiori sul tema dell’Unità. Prima classificata è arrivata una classe seconda del Liceo Artistico Pischedda di Bosa con un filmato che ricordava dal punto di vista dei sardi l’evoluzione del nostro Paese.
Seconda classificata invece è risultata una ragazza del Liceo Classico “De Castro” di Oristano con un video di cinque minuti che sottolineava l’importanza del patrimonio che ci è stato lasciato dal Risorgimento e dalla storia italiana.
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